Le molteplici sfaccettature del Nerello Cappuccio: Benanti, fedeli custodi di questo raro vitigno etneo

Hai mai assaggiato un vino fatto interamente con uve nerello cappuccio, uno dei vitigni autoctoni del vulcano Etna più rappresentativi - seppur raro da trovare? Beh, dovresti! Benanti è uno dei pochissimi viticoltori lungimiranti che dal 1998 coltiva con incredibile dedizione e passione questo vitigno quasi estinto in quantità tali da poterne poi ricavare dei vini con solo nerello cappuccio in purezza.

Giorno 11 luglio 2021 ho partecipato una serata di degustazione tutta dedicata ad assaggiare ben 7 annate che coprono gli ultimi venti anni. Come spiegato da Salvino Benanti all'inizio dell'evento, questa è stata la prima occasione in assoluto nella storia della cantina dedicata ad approfondire i loro vini da nerello cappuccio al 100%.

salvino benanti - verticale storica del nerello cappuccio

Il team di Benanti ha voluto sfatare il mito che i vini prodotti con solo nerello cappuccio di solito non possono invecchiare tanto quanto quelli con nerello mascalese, vitigno re dell'Etna e protagonista dell'Etna Rosso DOC. Anzi, grazie alla quantità particolarmente elevata di antociani (acilati) - che hanno proprietà antiossidanti - contenuti nelle sue uve, i vini nerello cappuccio hanno un buon potenziale di invecchiamento in bottiglia. Le viti di nerello cappuccio hanno bisogno di un clima più caldo e maturano prima di altre uve tipicamente coltivate sull'Etna: difatti Benanti coltiva le sue viti sulla più calda e asciutta Contrada Cavaliere, sul versante sud-ovest dell'Etna a circa 900 m s.l.m..

benanti-degustazione-verticale-nerello-cappuccio

Nonostante i vini da nerello cappuccio abbiano solitamente tannini medi e delicati e un'acidità da media a medio-alta, ti sorprendono incredibilmente con un bouquet ampio, così tante sfaccettature diverse e peculiarità che mostrano nel bicchiere.

L'eccezionale sensibilità, esperienza, competenza di Benanti nella coltivazione delle uve nerello cappuccio colgono brillantemente l'unicità di ogni annata e la reattività delle uve in ogni annata.

Ecco di seguito alcune informazioni interessanti sull'origine e le caratteristiche di questo vitigno.

Nonostante in passato e prima degli studi avanzati a livello genetico che si possono fare oggi su piante e viti, si credeva che nerello cappuccio e nerello mascalese fossero nei fatti identici. Ma un recente lavoro di ricerca sulla caratterizzazione fenotipica e genotipica di 41 piante di nerello cappuccio provenienti da 14 zone dell'Etna ha stabilito che il 70% di esse erano in realtà uve carignano; il 20% di queste erano effettivamente nerello cappuccio; il 10% di tali viti era un incrocio tra sangiovese e ciliegiolo. Dunque si tratta di un vitigno che ben si "mimetizza" e ha confuso parecchio vari viticoltori del passato.

Il nerello cappuccio oggi è ammesso da alcune DOC in Calabria e in Sicilia, in particolare nella zona di Faro (Messina) e naturalmente nell'Etna DOC dove viene ammesso fino al 20% di blend con il nerello mascalese. Fino a vari anni fa c'era l'obbligo di usare il cappuccio nel blend dell'Etna DOC; ma ad oggi oramai tale obbligo e decaduto facendo così diminuire moltissimo la coltivazione del nerello cappuccio. Ad oggi esso occupa solo circa l'1% della superficie della DOC.

Il nerello cappuccio ha un grappolo piramidale, compatto e corto che ricorda quasi una pigna nella sua forma complessiva. Ha acini grandi, tondi e di color blu scuro.

Ecco di seguito ogni annata che abbiamo assaggiato. Per le vecchie annate si tratta di bottiglie oramai rarissime, la gran parte delle quali di esclusivo possesso dei Benanti e custodite nel caveau storico.

Premessa importante: per i vini delle annate 2018, 2014, 2013, 2012 la vinificazione è stata sempre fatta in tini di acciaio. Invece in passato e in particolare nelle qui citate annate 2006, 2005 e 2003 la maturazione dei vini avvenne in botti di rovere.

benanti-verticale-storica-vini-nerello-cappuccio-dal-2003-al-2018
benanti-verticale-storica-nerello-cappuccio-etna-vini-dal-2003-al-2018

2018 -> Inverno freddo, luglio caldo, agosto piovoso con grandine. Vino fresco con rinfrescante acidità molto spinta, piacevole ciliegia rossa e amarena, note terrose e ferrose, finale mediamente persistente.

2014 -> Primavera ed estate piuttosto fredda, agosto e settembre caldi. Note di ciliegia rossa sotto spirito, viola, origano, acidità ben vivace, finale lungo.

2013 -> Estate fredda e piovosa, che addirittura portò problemi con la corretta maturazione delle uve. Vino con acidità ben spinta e note erbacee di fiori di campo, sentori terrosi, amarena.

2012 -> Anno molto caldo e secco. Gelso nero, mora matura, sentori di liquirizia, avvolgente e caldo al palato

2006 -> Clima piuttosto caldo e secco durante l'anno. Marmellata di amarene, datteri, caffè tostato, vaniglia, caldo e vellutato al palato.

2005 -> Stagione complessa e fredda. Note fruttate molto deboli. Note di caffè e cacao in polvere, alloro essiccato, mora, acidità ben presente.

2003 -> Clima molto caldo e secco durante l'anno. Vino opulento con note di rosa secca, chiodi di garofano, sentori balsamici, cannella, marmellata di more, sorprendente acidità vivace. Delizioso, il preferito del team della cantina Benanti che con una certa sorpresa lo hanno degustato anche loro assaggiato dopo quasi un ventennio.