Riofavara - la lungimiranza di reinterpretare antichi vitigni autoctoni siciliani con modernità

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Pubblicato il 2022-09-09

Se vai a visitare la Val di Noto, nella parte sud-orientale della Sicilia, in provincia di Ragusa, guida un po' più a sud-est fino a Ispica e fermati presso la cantina RIOFAVARA. Chiedi di Massimo Padova, proprietario di Riofavara, e fai una degustazione o una passeggiata in cantina con lui.

Coglierai subito il suo amore incondizionato e profondo per questo pezzo di terra che va da Ispica lambendo l'estrema parte meridionale del "Val di Noto" fino alla costa del mare che si affaccia sul Canale di Sicilia, da cui la cantina dista solo 9 km circa.

Qui il clima mediterraneo è molto caldo, molto secco e arido (quest'area ha i livelli di precipitazioni tra i più bassi di tutta la Sicilia): la cantina si trova alla stessa latitudine di Tunisi, in Nord Africa, ed è molto più vicina proprio alla capitale tunisina che a quella italiana, Roma.

Ascoltandolo e assaggiando i suoi vini, capirai che la più grande passione di Massimo Padova è la coltivazione dei vitigni autoctoni siciliani: in realtà è andato oltre ciò! Si è innamorato di antichi vitigni siciliani in via di estinzione ("vitigni reliquia"): dal 2016 ha sperimentato su alcune sue parcelle di vigne delle varietà come Recunu, Cutrera, Rucignola (a bacca bianca) o Surra, Orisi, Vitrarolo, Niururuossu (a bacca nera).

MASSIMO PADOVA, CUSTODE DI ANTICHI VITIGNI RELIQUIA SICILIANI

L'origine di questa sua passione per queste varietà quasi estinte scatta verso il 2015, quando vengono presentati a un un gruppo di viticoltori siciliani dei campioni di vini fatti con varie decine di antichi vitigni che erano quasi estinti e di cui di molti non se ne conosceva più nemmeno il nome.

Questa era la conclusione di una approfondita e lunga ricerca iniziata nel 2003 grazie ad un ambizioso e lungo progetto sperimentale promosso dalla Regione Sicilia e dall'Assessorato per l'Agricoltura, gestito dal vivaio regionale intitolato a Federico Paulsen a Marsala, dove è raccolto tutto il germoplasma viticolo siciliano.

visita cantina riofavara di massimo padova, ispica (ragusa) - massimo padova

Con grande gioia e interesse per molti furono riscoperte decine di antichi vitigni caduti nell'oblio (a causa della della fillossera, tragica pandemia per la vite che distrusse gran parte dei vigneti a fine '800): grazie ad alcuni produttori e viticoltori coraggiosi come Massimo sono stati recuperati, impiantati e vinificati, alcuni di questi dando ottimi risultati organolettici.

Sono appunto i vitigni reliquia siciliani, e nel 2018 ben sei di questi vitigni che erano a rischio estinzione sono stati iscritti e inseriti nel Registro Nazionale: sono Inzolia nera, Lucignola, Orisi, Usirioto e Vitrarolo, a bacca rossa, e Recunu, a bacca bianca.

VINI DALL'ANIMO TRADIZIONALE SICILIANO E SLANCIATI VERSO IL MODO DI BERE CONTEMPORANEO

Nella maggior parte dei suoi vini troverai una percentuale di queste vere e proprie gemme rare; se vuoi tuttavia assaggiare puramente un po' di questo incredibile patrimonio di biodiversità del passato vitivinicolo sotto forma fluida e alcolica, scegli il suo delizioso vino bianco Nsajàr.

Dimentica il cliché dei vini opulenti, potenti e alcolici della Sicilia sud-orientale. Lasciati stupire dalla freschezza, dalla vivace acidità, dalla purezza e dalla verticalità dei suoi vini che esaltano elegantemente gli aromi concentrati e intensi delle sue uve.

Questo è il risultato soprattutto di una sapiente gestione dello stress idrico in vigna, di vendemmie fatta spesso leggermente precocemente, di fermentazioni a temperatura controllata e particolarmente bassa lente che durano molti giorni, di un uso minimo e prudente delle botti in legno nella fase di affinamento.

I suoi vini sono coltivati e vinficati secondo i metodi dell'agricoltura biologica e sono certificati biologici.

I VINI CHE HO DEGUSTATO

- MARZAIOLO 2020: Blend di Grillo, Insolia, Moscato Giallo e 5% di vitigni a bacca bianca relitti. Citrico, galvanizzante con sentori al palato di cedro, limone, buccia d'arancia rossa amara, pesca appena colta. Acidità media+, corpo medio, finale medio+.

visita cantina riofavara di massimo padova, ispica (ragusa) - marzaiolo 2020

- MIZZICA 2015: prodotto con Moscato Bianco (muscat à petit grains). Al naso è inebriante con aromi piacevoli e pronunciati di miele di eucalipto, note di mentolo, fiori d'arancio, pera estiva, camomilla leggermente essiccata, mandorla. Perfetta coerenza tra aromi al naso e sentori al palato. Acidità media, corpo medio, godurioso finale lungo.

visita cantina riofavara di massimo padova, ispica (ragusa) - vino mizzica moscato secco 2015

- MARZAIOLO 2009: Blend di Insolia, Grecanico, Moscato Giallo. Oh sì, i suoi vini bianchi possono avere un eccellente potenziale di invecchiamento e ne ho avuto conferma grazie a questo vino! Al naso aromi di pesca gialla stramatura, fico essiccato, scorza essiccata di mandarino e arancia, mandorla, mallo di mandorla essiccato, accenni di albicocca disidratata. Consistenza setosa, acidità media- , corpo medio, finale lungo.

visita cantina riofavara di massimo padova, ispica (ragusa) - marzaiolo 2009
visita cantina riofavara di massimo padova, ispica (ragusa) - vino marzaiolo 2009 al calice

- SAN BASILIO 2020: vino rosso che nasce da un blend di Nero d'Avola in prevalenza e da una piccola percentuale di vitigni "reliquie" come Surra, Pignateddu, Insolia, Muscatedda, Niururuossu che rispecchiano nel processo di vinificazione ciò che è stato piantato nel vigneto in "Contrada San Basilio", come si faceva anticamente. Aromi e sentori al palato di susina a polpa rossa, melograno, ciliegia rossa, amarena, note di petali di rosa. Leggiadro ed vivace allo stesso tempo. Acidità elevata e vibrante, tannino medio+, corpo medio. Da bere tra 5-8 anni senza dubbi.

visita cantina riofavara di massimo padova, ispica (ragusa) - vino san basilio