Ristorante Edvard - una cena stellata/re a Vienna

Percorriamo le conturbanti vie del centro storico, impreziosite da splendide dimore d'epoca: per un attimo ho la sensazione di ritrovarmi indietro nel tempo, l'imperatore, la corte, la monarchia asburgica, sento riecheggiare le note "Sul bel Danubio blu" ... Ci viene incontro un'antica carrozza, trainata da bardati cavalli bianchi, m'aspetto che scenda la bellissima ma inquieta Sissi.

Vienna ci ha ammaliati e fatto sognare, ogni suo angolo è uno scrigno prezioso di sorprese. In questa cornice incantata non potevamo fare a meno di gustare le prelibatezze del ristorante Edvard presso l’Hotel Kempinski.

ACCOGLIENZA

Arriviamo dinanzi alla porta a vetri del ristorante e intravediamo un team giovane e sorridente pronto ad accoglierci con calore: ci sentiamo speciali, unici e desiderati! Poco dopo arriva il Restaurant Manager, gentile, solare, disponibilissimo. Scegliamo il menù degustazione da sette portate e quattro vini: le pietanze proposte seguono scrupolosamente la stagionalità degli ingredienti, è una celebrazione dell’autunno-inverno.

LE PIETANZE

Lo chef Anton ci introduce alla cena con tre gemme: gustose e allo stesso raffinate praline fritte con mousse di merluzzo; seguono due scaglie di crostini su cui poggiano un tocchetto di cipollina primavera cotta e una goccia di mousse di burro alle erbette di campo. Un’insalatina freschissima, con del rafano appena accennato, anticipa un bocconcino di pane fragrante, accompagnato con tre gocce di burro alle erbette e micro-scaglie di speck su pietra di carbone.

Si prosegue con il menu. Le fettine di carpaccio di manzo si sciolgono in bocca; il piatto ha una vivace combinazione cromatica grazie al cavolfiore bianco croccante, le cipolline agrodolce color vinaccio, le gialle bacche di ginepro.

Il terzo piatto, unica incursione di pesce nel menù, presenta il rinomato pesce giapponese Madai, tra i più indicati per ottenere un sushi di livello eccellente. Poggia su una riduzione di vino e spezie, sopra si adagia un mix di rapette varie: la leggerezza e il tocco vellutato del pesce si incrociano con i sapori forti e di terra delle barbabietole.

La quarta portata viene servita su una ciotola trasparente che contiene quattro strati di variegati componenti e sapori: una sofficissima e spumosissima crema di spinaci si adagia sopra del Sot-l'y-laisse (morbidissimi tocchetti di pollo) immerso in una riduzione del suo brodo; tra i due strati si inserisce un tuorlo d’uovo, cotto per pochi secondi, particolare; completa questa delizia uno strato di scaglie di tartufo bianco d’Alba: una goduria!

La dedica all’Italia continua con dell’ottimo taleggio semifuso, eccellente pancetta e zafferano, il tutto servito su pietra.

Giunge l’ultimo piatto forte del menù: due giovani assistenti di sala ci servono tocchi di carne di capriolo semicotti in piccoli tegami assieme agli aghi di abete rosso. Gustiamo questa carne eccelsa su una salsa di mirtillo rosso e sughetto derivato dalla carne e cavolo navone.

Arriviamo al dolce, ottimo nella sua semplicità: si tratta di un fresco omaggio al periodo invernale, grazie a un gelato al formaggio di capra accompagnato da un tocco di pan di spagna, il tutto immerso in un sottile strato di crema al mandarino e scaglie di meringa.

I VINI

Il preparato e disponibile sommelier ci prende la mano e ci fa assaggiare ben tre vini in più rispetto alla nostra ordinazione (e al conto). Iniziamo con un fruttato e a tratti leggermente speziato Numen Chardonnay di Johannes Zillinger, perfetto con gli stuzzichini iniziali. Stiamo sempre in Austria con il Werlitsch Morillon vom Opok del 2012, lavorato secondo tecniche biodinamiche: corposo e di carattere, si percepiscono note acidule di scorze d’arancia e pompelmo e note più pacate come la mela. Lo champagne Taittinger, tre anni lasciato in bottiglia, è eccellente, dolce e aromatico e Wolfgang ce lo propone in concomitanza con il pesce. Si susseguono due vini rossi di carattere in concomitanza con i piatti intensi di carne: il primo è un austriaco Johanneshof Reinisch Grillenhügel Pinot Noir del 2014, lungo all’inizio, dopo emergono note di frutti rossi. L’altro è un rosso di Castra Rubra, bulgaro, corposo e serioso.

Al momento del dessert sorseggiamo uno squisito Château Bessan del 2010, dolce e mielato, sulla via del Moscato di Siracusa. Cosa aspetti a prenotare un viaggetto a Vienna?

CONTATTI

Restaurant Edvard

Palais Hansen Kempinski Vienna

Schottenring 24

c.a.p. 1010 - Vienna (Austria)